Novembre 2006


eNews30 Nov 2006 04:48 pm

…con buona pace di tutti quelli che si sono affannati sino ad oggi a rivendicarne la paternità…

In questi giorni una notizia pubblicata su Nature sta facendo il giro del mondo e tutti i quotidiani che hanno un inserto vagamente scientifico non si sono fatti scappare l’occasione…. dall’inserto scientifico di Repubblica del 29.11.06 apprendiamo che anche i greci usavano il computer… svelati i misteri di Antikythera ! Ora detto che non si capisce perchè non avrebbero potuto farlo, ancora di più non si capisce perchè quei cattivoni dei Romani abbiano fatto perdere ai greci il loro straordinario potenziale tecnologico. Ma tant’è che luminari di Cardiff dopo anni di studi, hanno capito che ciò che era stato ripescato in mare tra Creta e il Peloponneso agli inizi del ‘900, da pescatori di spugne non è altro che il papà dei nostri pc… Sarà così? Poveri elladici e più ancora poveri romani, se avessero brevettato l’idea, come si usa oggi per ogni barlume di potenziale utile economico, la vecchia Europa sarebbe stata la patria di tutto l’hardware planetario…
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Uncategorized28 Nov 2006 12:36 pm

A Te Prepara Atene Liete Pompe Superbe….
(c.monteverdi, il lamento d’arianna, non pensare sempre male!!!)!

Buon Viaggio, Sam!

Minchiate21 Nov 2006 08:53 am

Nella moda no global qualcuno propone un’iniziativa globale :). L’evento è segnalato da repubblica.it (non metto il link apposta, vedi dopo) nella sua migliore tradizione di lurker della rete, dalla quale il suddetto quotidiano - online e non - prende "spunti" per decine di articoli senza mai segnalare il link della fonte.

Il sito ufficiale è globalorgasm.org: sembra carino ma è realizzato in flash e, nei testi, non sono differenziati neanche i link. Decisamente fatto male, per quel che mi riguarda, sebbene abbia una grafica da ‘presa’ e con musichetta in soffofondo. C’è, come al solito, la spiegazione scientifica dell’iniziativa - nientemeno avallata dal Princeton’s Global Conciousness Project -e l’immancabile infallibile scopo di salvare il mondo. Meglio decisamente il blog.

Potevo mai metterlo in una categoria diversa?

Google and Internet and Microsoft and Web and eNews16 Nov 2006 10:44 am

Google, Yahoo e Microsoft - secondo quanto riportato da Techcrunch - hanno raggiunto un accordo per un unico formato per le sitemaps. Queste, detto di sfuggita, sono di solito un insieme di files XML che riportano informazioni utilizzate dai motori di ricerca per ottimizzare l’indicizzazione e che velocizzano, tra l’altro, l’inserimento delle pagine e il loro aggiornamento.

Il protocollo utilizzato è quello di sitemaps.org che poi, in sostanza, coincide con quello adottato da Google. Pertanto coloro che già utilizzano tools per creare le sitemaps di Google non dovranno fare nient’altro che comunicare il nome del file xml ai crawlers degli altri motori o rinominarlo in maniera adeguata. Il protocollo, giunto alla definizione 0.90, è offerto secondo la licenza Attribution-ShareAlike Creative Commons License.

Dimenticavo: la fonte ufficiale è il blog di Google.

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Java and Open Source14 Nov 2006 09:01 am

A differenza del post di maggio, ora ho tolto il punto interrogativo. J. Schwartz allora disse che il punto era il come e non il se. Il come di oggi, annunciato ieri da Sun, è la GPLv2.

Java - o meglio Java SE (JDK), ME e anche EE - è ora disponibile open source sotto licenza GPL, versione 2. La medesima licenza, sottolinea esplicitamente il comunicato di Sun Microsystems, usata dal sistema operativo GNU/Linux.

Ovviamente i rumori si sono amplificati e gli scrittori dalle dita anarchiche hanno iniziato a produrre chicche fantastiche. In alcuni casi si arriva a dire che sono disponibili licenze, e vie, diverse per poter produrre codice commerciale col Java open source, dimostrando - come spesso accade - non solo di non aver letto la GPL, ma neanche le FAQ. Inoltra la GPL è una ulteriore licenza per Java EE, già disponibile in forma open mediante il progetto Glassfish.

In ogni caso, il punto non è se sia possibile distribuire commercialmente un software prodotto con un sistema di sviluppo o in un ambiente operativo open source - cosa sempre fattibile secondo la GPL - ma se sia possibile fare lo stesso con un sistema open source modificato secondo quanto concede la GPL. Quest’ultima, invece, esclude che si possa commercializzare - senza propagare la licenza stessa - il prodotto modificato.

Musica01 Nov 2006 01:16 pm

Aggiornamento: sto aggiungendo in basso piccoli clip di performance con l’Hammond

Chi mi conosce da qualche tempo (beh, un po’ più di qualche) e sa dei miei trascorsi di aspirante suonatore, sa quanto io sia sempre stato affascinato dal suono dell’Hammond. Da ragazzo, come tanti, avevo il sogno di possederne uno. Sogno che, detto di sfuggita, in realtà non m’ha mai abbandonato al punto di fare, ogni tanto, qualche puntatina su ebay per cercare qualcosa. Ma anche nei casi in cui ho trovato qualche spunto, mi sono sempre fermato per i soliti problemi logistici: bisogna andare a provarlo, rendersi conto dello stato delle valvole e del rotore, procurarsi eventuali altri pezzi di ricambio. Alla fine, per citare da miseria e nobiltà, desistevo.

Poi un giorno mi ritrovo sul sito della Native Instruments, bello e chiaro e tra l’altro fatto con Typo3, e scopro che la medesima produce un software che sintetizza il suono dell’Hammond: Si chiama B4 II e riproduce, a loro dire, il leggendario modello B3.
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