E’ l’ultimo libro di Peter Hoeg, il ben noto autore del Senso di Smilla per la neve. E’ un libro appassionante ma "tosto" da seguire. La mia idea è che Hoeg abbia scritto con gli stessi meccanismi di pensiero del protagonista e questo non ha affatto meccanismi di pensiero lineari, ma continui dribbling mentali, salti ed avvitamenti di concetti ma sempre con una tensione che non molla mai.
Kasper Krone, il clown con il prodigioso dono di "sentire" la musica delle cose, i suoni del mondo e delle persone, ricorda - nella narrazione - per certi versi l’Oskar del Tamburo di latta, ma mentre questo manda segnali acustici al mondo esterno, Krone è un ricevitore. Il giallo si articola sul tentativo di ritrovare - e liberare? - la piccola Klara Maria, anch’essa dotata di questi poteri …
Una frase m’ha colpito molto e la riporto qui: Non si può chiedere niente … e comunque non si possono chiedere altre note, ma solo di suonare nel miglior modo possibile quelle che ci sono state date.