Innovazione da barba

E’ da tanto, ormai, che ricevo quasi quotidianamente comunicati, newsletter, avvisi di convegni che parlano di Innovazione, con la I maiuscola. Tutti inevitabilmente legati da un comune denominatore: presentare l’Innovazione come la soluzione di ogni problema (anche quando il problema non è noto).
E allora giù a parlare di processi innovativi, soluzioni innovative, percorsi innovativi, innovazione in azienda, innovazione nella pubblica amministrazione (ops…) e addirittura di Innovazione 2.0, quando – in tantissimi ambienti, pure all’avanguardia – ancora non si è neanche riusciti a vedere un’installazione decente della release candidate della 1.0.Personalmente penso che un’innovazione sia un elemento – o un insieme di elementi, se volete – di un processo evolutivo e, in quanto tale, non è detto che apporti un effettivo miglioramento alla specie. E questo, come per l’evoluzione, vale anche per quelle innovazioni che poi, per adattamento, marketing o semplice pigrizia, sopravvivono e si radicano nella realtà.
Siccome questi pensieri sono sopraggiunti in orario mattutino, m’è venuto da prendere ad esempio la schiuma da barba, sia chiaro senza alcun riferimento sessista. Ora, non si può certo negare che essa rappresenti, nell’accezione comune, un’innovazione rispetto al sapone o alla crema. Ricordo ancora, da bambino, i discorsi dei grandi che ne esaltavano efficacia e comodità. Eppure, a pensarci bene, oggi ho serissimi dubbi, per non dire certezze, sulla riuscita di una tale innovazione.
Io, ad esempio, consumavo una decina di bombolette l’anno che, occhio e croce, fanno – al prezzo di oggi – un 35 euro almeno e un chiletto neanche scarso di metallo verniciato tutt’altro che salubre per l’ambiente.
Da anni, invece, dopo un’episodio allergico, consumo una vaschetta di Proraso (all’anno!!) con un risparmio di 32,5 euro (come minimo!!) e con un impatto ambientale prossimo allo zero.
Oh, se provate a moltiplicare per un tot di maschietti che fanno la barba neanche tanto assiduamente, che so una volta ogni due giorni e saltando magari il sabato, i numeri diventano ben più che significativi. Il tutto considerando che poi tutta ‘sta comodità non la vedo, salvo per la bomboletta minuscola che mi porto in viaggio.
Vi pare un’innovazione davvero efficace nella storia evolutiva dei maschietti umani?
Oh, intendiamoci, non è che io sia un conservatore: pure io uso il rasoio biturbo con un tot di lame a interferenza multipla e a geometria variabile, trovandomi benissimo, ma questo non mi impedisce di usare un ottimo pennello e la proraso di cui sopra …
Quindi, mi chiedo, quante di queste “innovazioni” – di cui non è mai stata testata l’efficacia e il reale impatto su tutti i processi correlati – ci ritroviamo ad ammirare nelle strutture aziendali o nella pubblica amministrazione?

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