E si il primo pc era greco…

…con buona pace di tutti quelli che si sono affannati sino ad oggi a rivendicarne la paternità…

In questi giorni una notizia pubblicata su Nature sta facendo il giro del mondo e tutti i quotidiani che hanno un inserto vagamente scientifico non si sono fatti scappare l’occasione…. dall’inserto scientifico di Repubblica del 29.11.06 apprendiamo che anche i greci usavano il computer… svelati i misteri di Antikythera ! Ora detto che non si capisce perchè non avrebbero potuto farlo, ancora di più non si capisce perchè quei cattivoni dei Romani abbiano fatto perdere ai greci il loro straordinario potenziale tecnologico. Ma tant’è che luminari di Cardiff dopo anni di studi, hanno capito che ciò che era stato ripescato in mare tra Creta e il Peloponneso agli inizi del ‘900, da pescatori di spugne non è altro che il papà dei nostri pc… Sarà così? Poveri elladici e più ancora poveri romani, se avessero brevettato l’idea, come si usa oggi per ogni barlume di potenziale utile economico, la vecchia Europa sarebbe stata la patria di tutto l’hardware planetario…Ma perchè si deve sempre paragonare il passato con il presente? E’ un macchina come ne costruivano anche altre civiltà coeve o precedenti ed allora… perchè non lasciare che le cose abbiano un proprio nome e fine? Quando ci diranno che l’ha lasciato sul pianeta una qualche civiltà aliena?

L’articolo di Repubblica:

“Meccanismo di Antikythera. Un nome evocativo per quello che oggi gli scienziati possono con certezza affermare sia stato un computer usato dai greci intorno al 65 avanti Cristo. L’analisi della raffinata strumentazione – che serviva a seguire i movimenti del Sole e della Luna attraverso le costellazioni dello Zodiaco, predire le eclissi, tracciare il moto dei pianeti e l’orbita irregolare della Luna nel cielo – è stata pubblicata su Nature.

Secondo gli autori dello studio, un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Mike Edmunds e Tony Freeth dell’Università britannica di Cardiff, l’antenato del pc – trovato nel 1900 da alcuni pescatori di spugne nel relitto naufragato di un’antica nave, nel fondale davanti all’isola di Antikythera, fra il Peloponneso e Creta – era molto più sofisticato di quanto si ritenesse fino ad oggi. Oltre ad essere la prova dello “straordinario potenziale tecnologico dei greci, perso con l’impero romano”.

Per decenni il meccanismo è stato attentamente studiato, ma solo oggi i ricercatori sono in grado di stabilirne con esattezza funzioni e pregio tecnologico. Svelando, per esempio, la questione dei due display, uno anteriore, l’altro posteriore presenti su Antykithera.

Grazie ai raggi X e ad una Tac tridimensionale si è arrivati a leggere le iscrizioni che compaiono sul meccanismo e a decifrare il funzionamento dei display.

In sostanza sul display anteriore si trovavano lancette che segnavano il passaggio del Sole e della Luna nelle costellazioni dello Zodiaco, oltre che indicazioni per le fasi lunari. Il display posteriore invece indicava il tempo in termini di cicli astronomici attraverso alcune lancette.

Inoltre, sempre secondo quanto riporta Nature lo studio del gruppo di ricerca avrebbe anche svelato gli ingranaggi che segnano le variazione sinusoidale nel movimento della Luna nel cielo. In pratica l’apparecchio rappresenta una realizzazione meccanica dei calcoli sull’irregolarità del moto lunare, modello geometrico sviluppato dall’astronomo Ipparco di Rodi nel II secolo a.C che potrebbe aver partecipato alla realizzazione dell’antesignano del pc.”

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