Reuters and tarocching
Al momento in cui scrivo Reuters è al secondo primo posto tra i tag di Technorati. Lo è perché qualcuno ha scoperto che ha messo in giro una foto taroccata di Beirut sotto i bombardamenti. La Reuters ha anche chiesto scusa, ovviamente, ma intanto il polverone s’è alzato e la blogosfera non perdona
.

I dettagli dell’intera storia, scoperta da little green footballs, si possono trovare su pajamasmedia. Su Reporters si possono vedere la foto taroccata e la probabile originale da vicino.
Se la foto originale è quella riportata da Reporters, non mi pare che il taroccamento tolga molto alla realtà. Ma sono in molti, ad esempio mariosechi.net, ad “osservare” che l’episodio getta ombre sul modo di affrontare il conflitto in Libano da parte della Reuters.
A me pare che non cambi nulla di sostanziale: le foto ritoccate – e non falsificate – non sono tanto diverse dalle diverse parole con cui si descrive uno stesso episodio. E un è certo un po’ di plumbeo fumo artificioso a offuscare l’immagine di una guerra “giusta”, come la si vuole far passare a tutti i costi.
Per sdrammatizzare riporto il commento di tale Dave Lucas a margine del già citato post di Reporters:
La fotographia aumentata di notizie è niente di nuovo. Abbiamo visto che esso prima e noi la vedranno ancora. So che una coppia dei capretti di 12 anni che il photoshop squilla intorno ai questi embellished descrive. Indovino il cittadino medio è troppo dumb per realizzare che stanno guardando una foto phony— è quello esso? Perchè persino preoccupar di vestirsi su un’immagine se voi è andare farla così crudamente? Perchè non l’introito un sabbatical e si immerge nel software di manipolazione di immagine per un anno o due ed ALLORA ritorna ed aggiusta il pix!
E’ indubbiamente il risultato di un traduttore automatico, ma mi spiegate che cavolo vuol dire?
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