Typo3
Oramai son quasi due mesi che la creatura, messa a punto assieme al gufo, è in linea dritta e senza problemi. La nascita non è stata proprio facilissima ma alcuni vincoli, tra cui le piattaforme disponibili e la richiesta di un buon livello di accessibilità, hanno fatto propendere per l’adozione di Typo3 e il cammino non è stato indolore, sebbene il risultato è più che soddisfacente.
Typo3 è usato in diversi siti della pubblica amminstrazione tedesca e diversi riferimenti si possono trovare proprio nel sito di Typo3 stesso.
Tyo3 – creato dal danese Kasper Skarhøj – è un "CMS Framework" di classe enterprise scritto interamente in PHP e che gira abbastanza tranquillamente nel classico ambiente LAMP. In realtà, almeno in linea di principio, è possibile installarlo anche in ambiente Windows, ma una serie di problemi rendono pressoché impronibile tale scelta:
- Windows non ha i soft link e Typo3 ne fa un uso oculato che si rivela utilissimo soprattutto in fase di aggiornamento e di test di versioni diverse. E’ possibile, infatti, testare rapidamente diverse versioni di Typo3 – mantenendo intatto il codice del sito su cui si sta lavorando – semplicemente modificando un solo soft link. Allo stesso modo, ossia con una singola modifica, può essere effettuato l’aggiornamento a una nuova release del core. E’ vero che in Windows si può usare junction o altri tool, ma si tratta pur sempre di workaround e non di soluzioni eleganti.
- PHP dà sempre un po’ di problemi sotto Windows – sia 2000 che 2003 Server – sia che lo si utilizzi in modalità ISAPI che in modalità CGI.
- L’utilizzo di alcune estensioni, come RealURL, richiede – sulla piattaforma LAMP – un semplice intervento su .htaccess. Questo non è possibile in Windows 2000 e qualcosa di simile è contenuto solo nel resource kit di 2003 Server. In altri casi bisogna ricorrere ad altri prodotti.
Durante la fase di testing abbiamo optato per una installazione LAMP e per un packaging (coi softlink dereferenziati) da trasferire su Windows. Al di là di altri problemini sulla piattaforma, la cosa si è dimostrata piuttosto inefficiente, e quindi abbiamo abbandonato definitivamente Windows.
Caratteristiche.
Typo3 è veramente potente ma, di contro, ha una curva di apprendimento piuttosto pesante. Non si pensi di installare Typo3 e di diventare produttivi in una o due settimane, anzi un mese di lavoro è sicuramente un periodo da mettere in conto.
T3 consente di controllare la disposizione delle informazioni e la struttura di un sito con un livello di dettaglio veramente incredibile. Ha un’ottima gestione degli utenti, un’ottima gestione delle risorse addizionali (immagini, files, etc…), può facilmente gestire siti multilingua – anche con strutture non corrispondenti – ed ha un ottimo repository di estensioni di vario genere. Tra queste, noi abbiamo usato tt_news per la gestione delle notizie; HTML cleaner, Accessible Menus e Accessibility Glossary per l’implementazione di aspetti fondamentali realtivi al codice generato e all’accessibilità; Indexed search engine per avere un motore di ricerca interno efficiente, funzionale e flessibile.
Typo3, al di la del template che si utilizza, consente un elevatissimo livello di controllo sul codice prodotto, ma per far questo è necessario apprendere il linguaggio di controllo del medesimo, chiamato TypoScript. Non è l’ennesimo linguaggio di programmazione, ma una sorta di script che consente di descrivere, configurare e pilotare quasi ogni aspetto di Typo3 e della maggior parte delle estensioni.
Anche il meccanismo dei template per il layout del sito non è tanto lineare come in altri cms di classe inferiore. I template possono essere implementati in diversi modi, tra cui il più recente templavoilà disponibile come estensione. Noi abbiamo optato per il meccanismo ibrido denominato HTML Template che si basa sia sull’uso di CSS diretti che di codice generato con TypoScript. Il template, realizzato da Sandro, è stato creato a partire da uno di quelli pubblicati sul sito di Mollio e successivamente aggiustato, modificato e praticamente riscritto.
Typo3 include un sistema di workflow per stabilire il flusso della redazione dei contenuti consentendo un accurato controllo dei medesimi e di quali elementi del backend siano accessibili ai redattori. Ovviamente i ruoli degli utenti, e il loro livello di accesso, sono altamente configurabili.
I problemi più seri, invece, riguardano la documentazione che (a) non è propriamente un esempio di chiarezza, (b) non è allineata con le versioni (ho dovuto faticare molto a mettere in linea il potente indexed search engine, proprio per motivi di documentazione), (c) è troppo frammentata. Se decidete di adottare Typo3 bisogna almeno:
- Procurarsi il libro su Typo3, mediante il quale si contribuisce allo sviluppo del progetto.
- Scaricarsi tutta la documentazione disponibile dal sito di Typo3.org e, in particolare, i manuali di riferimento su TypoScript e sui Template.
- Consultare il wiki che sta diventando abbastanza dettagliato ed è sicuramente più allineato della documentazione del repository.
- Consultare le liste di distribuzione, ed eventualmente iscriversi. Anche la lista italiana è piuttosto attiva e utilissima nel caso in cui bisogna nazionalizzare un’applicazione nella nostra lingua.
- Guardare i video di Kasper o di altri che sono piuttosto illuminanti.
Conclusioni
Certo non si può essere neanche lontanamente esaustivi in un post per ciò che concerne Typo3, ma lo scopo qui è solo quello di dare un’idea di un sistema potente, molto più potente di quelli normalmente utilizzati per metter su siti web coi quali non può essere comparato, ma anche tosto da mettere all’opera. Di sicuro si tratta di un framework che consente di realizzare sistemi online molto stabili, veloci e robusti e con un controllo sul codice generato pressoché totale, il che consente di ottenere quei requisiti di pulizia, conformità ed accessibilità – ove richiesto – impensabili in altri sistemi. Tuttavia lo sforzo iniziale per arrivare a risultati soddisfacenti è di un’entità tale da richiedere una forte motivazione.
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… beh, anche se mi sembra di leggere un post per iniziati alle mistiche arti di una setta (Typo3), ubi maior minor…. che dire buon lavoro …, ma mi chiedo se è tanto potente quanto oscuro ….a che serve? Le cose migliori, ho imparato sono come le risposte più risolutive e geniali, le più semplici…
Αερικό, Νάπολη
… bella recensione … anche io mi sono imbattuto in typo3 vista la necessità di creare un sito ma mi sono spaventato del necessario lungo apprendimento e vista la così detta “sprescia” ho pensato di virare verso XOOPS da molti consigliato … cosa ne pensate? è paragonabile a Typo3?
XOOPS [http://www.xoopsitalia.org/
saluti
Sevenumber
Paragonabile di sicuro no, però ha il suo campo di applicazione … Siti per i quali non è previsto un controllo raffinatissimo sull’output oppure non necessitano di un workflow dei contenuti possono essere benissimo realizzati con xoops.
Saluti,
Y
Segnalo, una notizia forse superflua ai più, cmq se in Synaptic di Ubuntu 7.10 si mette typo3 è possibile installare tutto il pacchetto Typo3 ed il sistema aggiunge inoltre il LAMP server necessario.
La curva di apprendimento è tosta, hai detto ti credo,adesso provo almeno ad installarlo.
TYPO3 richiede un buon periodo di addestramento; ad ogni estensiione c’e’ da attendersi un manuale dalle 5 alle 30 pagine.
Non e’ un prodotto per web designer improvvisati e lo ritengo professionale.
In soldoni: chi vuole avere la massima granularita’ nella gestione di un sito, dai privilegi al controllo totale sull’output e uscire dalla schiavitu’ di altri prodotti che lavorano in modo piu’ semplice (a blocchi: ad esempio phpnuke, postnuke e lo stesso drupal) deve scegliere TYPO3.
Un grosso vantaggio e’ l’hosting o il server virtuale acquistabile ormai a costi irrisori…
Typo3 è sicuramente durissimo da imparare e dominare, ma sono sicuro che sia un ottimo strumento in grado di gestire qualsiasi tipo di sito. Saranno ormai almeno 30 giorni che cerco di dominarlo, ma sono ancora lontano da definirmi “esperto”.